Requiem regalati

I giorni definiti di festa e celebrazioni a me portano tristezza, e ogni anno come un appuntamento ritornano alla mia mente episodi che raddoppiano la tristezza ,la nostalgia…così ho imparato a seguire il tempo e il calendario non più guardandolo ,ma seguendo i miei stati d’animo e non fallisco un colpo.
Era il 1 novembre 1966, frequentavo la quarta elementare,mia madre era morta il 18 maggio dello stesso anno,ero in collegio il peggiore che ci fosse nella mia città, era definito il collegio dei poveri.
Quando entravi in quel collegio dovevi toglierti e lasciare nell’armadio i tuoi panni, usare le divise che ti davano loro per le varie processioni o per eventi commemorativi, ed usare i grembiuli durante gli altri giorni, per non sporcarti i tuoi capi di abbigliamento.
Sul mio letto c’erano due materassi uno di fieno che pungeva maledettamente e un altro era di kapok, che se si rompeva la fodera iniziava a volare via,ogni mattina bisognava batterlo altrimenti il letto non veniva perfetto ed erano botte.
I pasti li ricordo ancora… sentivo sempre fame,ma questo esula dal mio racconto.
Allora la mattina del 1 e 2 novembre si usciva, a piedi si passava tutta la città e si andava al cimitero,ci dividevano in gruppo e le signore che stavano sulle tombe ci invitavano a pregare per i loro defunti, e la suora o chi per essa generalmente le ragazze più grandi prendevano le offerte.
Io stavo nel gruppo di Rosaria, le più piccole la chiamavano Totò, era buona, semplice, anche se poco più grande di noi era amorevole con tutti, iniziammo il giro, i requiem recitati erano tantissimi tanto che anche le più piccole imparavano la preghiera allora in latino.
Le persone ci chiamavano perchè convinte che le preghiere dei bambini arrivassero ai loro cari, così se per caso stavano in Purgatorio potevano salire su in Paradiso…
Girando nel cimitero arrivai nei pressi della tomba di mia madre, lo dissi a Rosaria e le chiesi di fermarmi e lei mi concesse quella sosta,anzi incomincio a recitare i requiem io piangevo e le dissi Rosaria io non posso darti i soldi e lei mi rispose:” Tranquilla è un regalo per la tua mamma da parte di tutte noi”
orfanelle

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6 thoughts on “Requiem regalati

  1. Ti leggo e mi commuovo.
    Perchè, condividendo la tua idea sui giorni commemorativi, oggi non avrei voluto pensare a mia madre (il 10 novembre saranno 7 anni che è morta) ma la tua descrizione del collegio mi ha fatto ricordare di una bimba di nome Rosetta che lo ha frequentato e che appiccicava al palato una fetta di mortadella per farla durare più a lungo e che si cuciva il merletto sotto al vestito fingendo di avere una sottoveste (appannaggio dei più benestanti).
    Rosetta era la mia mamma.
    Un abbraccio

    • ci sono stata due anni in quel collegio e quando finalmente lo lasciai di quel luogo ricordo di una suora Suor Rosaria che mi voleva un bene dell’anima, di Rosaria Totò e di una ragazza bella a volte cattiva,ma forte di carattere Angela.
      L’abbraccio lo dono io a te, MT

  2. Non ho potuto commentare ieri perchè alla fine del post avevo i lacrimoni che
    mi scendevano giù,mi sono commossa enormemente pensando a quella
    bimbetta di 10 anni che piangeva per la sua mamma e nel contempo si preoccupava di non poter pagare i “Requiem”.
    Ti abbraccio forte ♥
    liù

    • purtroppo non sono favole, anche se a volte vorrei che lo fossero i francesi dicono c’est la vie…Liù cosa dirti,mi dispiace ma molte amiche lo dicono che spesso sono lamentosa e cupa,preferiscono solo la Mt solare 😀 , però spesso mi è difficile!

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