ricordando Tina

Ecco l’orologio sta scandendo gli ultimi tocchi, è mezzanotte, l’ora delle streghe per alcuni, l’ora di spegnere i pensieri ed accendere i sogni per altri.
Solo adesso mi ricordo di aver dimenticato di augurare buon onomastico ad alcune Carmela e Carmine, bè provvederò domani; il tempo oggi è passato in fretta, niente di eclatante, per chi leggerà, ma sempre belle e diverse per me, punti di vista, ma non sempre si può essere concordi, tutto diventerebbe monotonia.
Stamane stavo ancora nel letto a sonnecchiare , purtroppo non sempre mi alzo ad ammirare l’alba, visto e considerato che riesco a raggiungere il letto tra l’una o le due di notte sbattendo immangabilmente il migliolino alla spalliera del letto, il brutto e che non posso neppure imprecare, altrimenti sveglierei il resto dei componenti di casa.
Il telefono squillava ,sembrava avesse fretta, prendo il cordless cerco di darmi contegno e mi viene fuori un pimpante pronto, dall’altro capo mia cugina che mi invita a scendere in piazza per un caffè e mi prega di invitare anche mia sorella…che risveglio ragazzi io che odio uscire!
Cerco di riprendermi per lo shock, guardo casa dovrei rassettare,ma mi rendo conto che il tempo era davvero pochino, vabbè ci penserò quando rientro.
Arrivo con mia sorella al bar, la cugina stava aspettando con la sua amica il nostro arrivo, sorrisi saluti ci siamo accomodate, io ho preso il posto migliore, riuscivo a vedere il passeggio della piazza, persone che camminavano a capo chino nei propri pensieri, ragazzi giovani che abbracciati ostentavano il loro amore,noncurante del caldo asfissiante, delle massaie che con borse delle spesa, sempre più piccole, cercavano di ricordarsi se avessero dimenticato qualcosa, continuando a camminare a passo spedito.
La vita scorreva davanti ai miei occhi era tutto come era tanto tempo fa, sorrisi e abbracci di amici ,che continuano a ripetermi ,ma che fine hai fatto, non vivi più qua…
Veramente ci abito e ne sono felice, esco meno o niente,ma quelle poche volte che lo faccio, mi piace e tutto quello che vedo, mi riempie o mi rattrista il cuore, tutto diventa nuovo e piacevole, perchè non è più un’abitudine, quindi quando accetto un invito, cerco di gustarmi attimo per attimo, come se fosse l’ultima volta della mia vita.
Abbiamo sorseggiato il caffè ,abbiamo parlato ,riso e senza lasciar trasparire guardavo loro tre, io ero la più giovane e sentirmi dire dalla più anziana della comitiva: come mi piace guardarti e ascoltarti parlare mi fa stare bene- mi doveva rendere felicissima, invece no, perchè nei suoi occhi io ho letto, lasciati guardare perchè guardandoti mi ricordo mia figlia che non c’è più. Infatti ad un tratto mi guarda e mi dice:- MT ti ricordi quante volte stavate su quei gradini a parlare?- mi ripete il nome della figlia:- ma cosa avevate da raccontarvi?-
Ad essere sincera sarà capitato una o due volte, ma nei suoi ricordi non c’erano le quantità, ma solo la sua ragazza, la sua bambina diventata madre…
Vi posso assicurare che sopravvivere ad un figlio o una figlia e la tortura peggiore per una madre e lei continuerà questa maledetta tortura fino alla fine dei suoi giorni, ma che stupidità vuoi raccontarci stasera ragazza non più ragazza, esiste la rassegnazione…bè vi assicuro che è la solita presa per culo, per evitare commenti inutili.
Siamo quasi all’una credo che sia opportuno augurarvi una serena notte e seguirvi, magari raggiungere il mio letto stando attenda a non sbattere il ditino del mio non piedino.
Buonanotte mondo!

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