vecchio cortile

Era nata donna,ma già da bambina, aveva capito che quello sarebbe stata la sua rovina,allora si divertiva a giocare con i maschi,sapeva tirare la trottola di legno meglio di loro e riusciva a farla girare nel palmo della sua mano per poi infierire su quelle dei suoi avversari.
Rubava le chiavi della credenza e le modificava per inserici dei botti e con un chiodo battendolo al muro riusciva a non fare mai cilecca il botto era sempre garantito.
Ha giocato a tappi nel quadrato, mai comprando bottiglie col tappo a corona, e possedeva sempre il tappo con la stella della san pellegrino valeva 10 tappi normali, quelle cose non si potevano comprare erano un superfluo e i soldi non bastavano mai in famiglia erano proprio pochi.
Sapeva tirare calci al pallone e riusciva a giocare anche se era femmina con i maschi,non aveva paura delle mischie anzi come tirava calci lei negli stinchi nessun maschio ci riusciva,quando litigava non tirava capelli alle avversarie lei partiva con un gancio sinistro,anche sua madre le ripeteva sei un maschiaccio,lei sorrideva,perchè sapeva che non era vero, gli affascinava quel mondo pieno di libertà e remore,dove tutto era permesso,con le bambole aveva giocato,ma non provava nessuna emozione,invece quanta adrenalina e quanto orgoglio invandeva la sua anima quando come per la prima volta si è lanciata di corsa giù per la discesa sul caretto di legno con ruote a cuscinetto e per freno un chiodo da sciacciare che immancabilmente ti faceva roteare perchè ne servivano due su entrambi i lati…
Altri tempi, giochi ormai dimenticati o forse mai conosciuti era ieri, un passato remoto esistito e forse dimenticato, cancellato, perchè non consono per una donna.
Ricorda un cappotto nuovo beige aveva dei bellissimi bottoni,ma lei riusci a giocarseli sempre nel quadrato con i suoi amici,si ricorda ancora le botte che ricevette dalla sorella e dalla madre;passò l’intero pomeriggio a giocare a quel maledetto quadrato ,gli schiaffi gli avevano bruciato la pelle ,ma più di tutto il suo cuore,la sera si ritirò con uno scatolo di scarpe pieno di bottoni di ogni forma e colore ,ma i bottoni di quel cappotto odiato a morte non c’erano…
Come dimenticare il giorno della prima comunione, era da poco morta la nonna ,ma lei non se ne era accorta perchè la nonna uscì di casa per andare in ospedale e non era più tornata, le mancavano i manicaretti che col niente riusciva a renderla felice,ma ora senza di lei non c’era nessuno che la chiamava dal terrazzo per farla rientrare.
Anche il giorno della sua prima comunione riuscì a beccarsi botte dalla sorella ,perchè non curante dell’abito femminile, da piccola sposa, lei penso bene di giocare a pallone e di strapparlo,quel abito doveva essere la promessa alla Madonna per far guarire sua madre,ma lei non lo sapeva aveva solo 9 anni, però ricorda sua madre vestita con una gonna nera e una camicia bianca e nera a fiori, perchè era in lutto per la nonna che non era più tornata,e poi ne possedeva ancora la foto.
Quel cortile è rimasto lì,qualche volta è ritornata,ma non aveva più quel fascino di allora,neppure le persone erano le stesse tante erano passate a miglior vita altre avevano cambiato casa chissà se la felicità e se i ricordi dei tempi che furono,non siano stati dimenticati.
Oggi vorrei quel cortile per sentirmi per una sola volta felice e spensierata anche se nessuno mi chiamerà da quel terrazzo e nessuno mi picchierà se mi giocherò i bottoni della mia esistenza!
giochi antichi

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