passato ancora presente.

Mi sento come un contenitore,in tutti questi anni non ho fatto altro che ascoltare,ascoltare spesso soffrendo per quello che mi veniva confidato,ma restavo lì in silenzio anche se avrei voluto urlare e magari piangere…
Se un giorno esplodessi secondo me procurerei più danni di una bomba atomica, allora bisogna trovare il modo di tenere sotto controllo tutto e tutti, così tutti i fiumi continueranno a scorrere sotto i ponti fino ad arrivare al mare dove mischieranno le acque e tutto si rinnova e passa.
Ho scelto di vivere sempre di più in casa,anche se a volte la solitudine, pesa tanto,la supero con telefonate ad amici e parenti.A volte vorrei poter osservare la loro espressione quando la ricevono chissà,poi pensandoci un pò credo che quasi tutti abbiano l’opzione chi è,quindi potrebbero sempre non rispondere se proprio li annoiassi.
Vorrei cambiare tante cose,ma so che è impossibile, allora mi rattristo e penso sempre come trovare una soluzione,ma poi mi guardo allo specchio e mi rimprovero da sola, continuando a ripetermi che non servo a niente…
Spesso mi nutro di sogni con la speranza che si realizzano,anche se fino ad ora, quasi nessuno è arrivato nel mondo della realtà,ho imparato ad accontentarmi,ma qualche volta mi capita di dire ,ma perchè tutto a me dove ho sbagliato…Forse niente e tutto l’errore maggiore è stato nascere e crescere con convinzioni a dir poco eteree,inesistenti…
Nessuno mi capirà e chi si avvale di tale capacità mi fa sorridere perchè neppure chi mi è vicino, c’ è mai riuscita, per le mie sorelle sono pazza e chissà altro, hanno immaginato chi sa cosa sui miei comportamenti,ma non hanno mai capito che nel mio modo da casinista perenne era nascosto altro, le mie verità ben pochi le conoscono un giorno ve le racconterò una tra tanta ho dovuto abbandonare il mio fare di bambina e diventare adulta in una notte di Maggio dove un temporale ha saputo nascondere il mio pianto e nessun abbraccio mi ha difeso dai rumori dei tuoni e dal bagliore che illuminava una stanza piena di letti e di bambine che non capivano perchè dovevano essere li, quando altre coetanee, magari passavano la notte del temporale nel lettone dei propri genitori…
Fu allora che conobbi la morte nel cuore e il freddo della mia anima che non è più andato via…

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