Stasera ti racconterò una storia (1 parte)

Chiudere gli occhi e lasciare che la mente vaghi,fino a che i profumi dei luoghi pensati arrivino alle narici; il sole mi riscalda,mentre il canto degli uccelli sembra quasi disturbare i miei pensieri e lo scampanio insolito mi porta ad aprire gli occhi:”Dio mio sto in Paradiso!”. Non sognavo stavo li seduta ad ammirare quello che i miei pensieri stavano guardando. Un paese di montagna quattro baite distante l’una dall’altra con distese immense verdi, tappezzate di fiori,credo che nessun pittore sia mai riuscito a riprodurlo su tela,ma i miei occhi ne stavano godendo,liberando il mio cuore stanco di brutture…
Sulle cime maestose vola un aquila,scruta il terreno in cerca della sua preda giornaliera;il cielo è di un azzurro intenso caldo,nessuna nuvola lo macchia,solo la scia di un aereo ha osato interrompere tale profondità.
Le mucche e le capre vanno negli alti pascoli, i campanacci accompagnano il loro cammino,con ritmi quasi festosi da eliminare la tristezza dell’anima più sola. In questi spazi liberi e incontaminati i tuoi pensieri non occupano più nessun posto,sembrano svaniti sono riusciti a trovare uno porta semichiusa e sono scappati dalla prigionia, per lungo tempo sono rimasti soffocati e prigionieri,ora volano liberi come i bimbi quando escono dopo una mattinata in classe.
Per la prima volta mi ritrovo a camminare con piacere, qui mi ritrovo protagonista di un luogo quasi fantastico, dove niente e nessuno offusca il mio essere;dal mondo lasciato ho un mp3 che ripete canzoni,le solite nostalgiche di sempre, qui invece sono diventate musica…
Il mondo da quassù è così lontano,piccino anche i guai ci penseranno due volte prima di cercarmi,che strano mi sembra di sentire i battiti del mio cuore che accompagnano il mio cammino verso casa,sembra sereno,felice, anche lui era ormai assopito,chissà dove si era perso…
In lontananza si odono i rintocchi della campana della chiesetta, che sembrano annunciare il finire del giorno,lasciando spazio alla quiete della sera.
Stasera non ci sarà un pc a rubare il mio tempo,ne una televisione;ma solo i colori della natura che cambiano pian piano formando luci e ombre ormai dimenticate o mai osservate per il continuo correre della vita.
Il sole tramonta quasi a gustarsi il suo meritato riposo colorando di rosso arancio l’intero paesaggio;molti fiori
chiudono le corolle per salutarlo e ringraziarlo.
Le lepri ritornano alle tane così pure gli altri animali,io pian pianino rapita da tale bellezza e tanta serenità, credo ancora di sognare,ma il cane del gregge si avvicina scodinzolando, elemosinando una carezza mai ricevuta ,ma tanto cercata e mi riporta alla realtà.
Il sonno tarda ad arrivare e per la prima volta sento il bisogno di guardare le stelle che sono vicinissime, la loro luce sembra abbracciarmi infondendo nel mio cuore la voglia di aprirlo e svutarlo dei ricordi passati,fino a riviverli così come sono nati e no come li ho modificati durante questi anni.
Le luci del paese mi ricordano i paesaggi presepiali,ogni tanto si ode il verso di un animale notturno e in quel silenzio riesci per la prima volta a non essere sola,perchè felice di esserti ritrovata.
L’aria frizzantina del luogo mi accarezza la pelle forse sarà il caso di rientrare, anche la baita sembra essersi modificata rispetto a questa mattina,l’intensità della montagna va vissuta attimo per attimo e ogni momento ti dona sensazioni diverse e ricche di piacere infinito.
In un ambiente unico riescoa trovare tutto ciò che ho bisogno,il superfluo qua non esiste:”un letto ,un tavolo, una cucina,un camino in pietra,una credenza, un armadio,un cassettone 4 sedie,ma a me ne serve una sola,c’è un bagno spartano,ma non manca nulla,anzi l’acqua viene fuori calda,forse riscaldata dal sole del giorno.”
Mi ritrovo a guardare questo nuovo mondo come una bambina curiosa alla scoperta del proibito,c’è una porticina chissà dove porta schiaccio l’interruttore c’è una scala a pioli sarà un sottotetto chissà se la scala sosterrà il mio peso proviamo.
Ho iniziato a salire,piolo su piolo fino ad arrivare su e guardare con stupore e meraviglia un passato remoto non mio; mi sto aggirando in un negozio di rigattiere quello che cerchi senz’altro sarà trovato.
I miei occhi incominciano a soffermarsi su diversi oggetti,una gabbia per uccelli, un vecchio macinino per il caffè,un trepiedi con su un paiolo,mi sono sentita come una bambina lasciata sola nel negozio di dolciumi,che frastornata non sa cosa scegliere,ma con gli occhi è riuscita ad assaporare tutto.
Quanti ricordi che trapelano emozione,chissà chi era stato il possessore di queste oggetti, ormai soli e impolverati,ma utili e preziosi di un tempo ormai passato;anche la luna è venuta a godere del mio stupore,da una cesta spunta fuori una trottola di legno,che strano anch’io ci giocavo ,peccato non vedo il filo.
Un cavallo a dondolo senza più un orecchio,chissà chi bimbo ha sognato di cavalcarlo,magari con una pistola di legno tra le manine per sconfiggere i cattivi,come siamo strani noi umani,accantoniamo tutto, forse per non dimenticare e poi chi resta se ne disfa relegandoli in un punto morto o peggio buttarli come vecchia spazzatura nel primo cassonetto,dimenticando storia,affetti,ricordi…
Tutto in un sottotetto forse un intera vita non più raccontabile,solo la luna,la pioggia e il sole continuano a dare compagnia ciò che è stato vita ieri, silenzio ora!
Continua (perdonatemi eventuali errori di battitura,ma soprattutto quelli di sintassi e grammatica)

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